VERGOGNOSI: ARROGANZA, CINISMO E LOGICA ASSURDA AL MARCO POLO
Viaggio ininterrottamente per il mondo per via del mio lavoro da quando ho compiuto 18 anni e oggi, a 60, credevo di aver visto ogni standard aeroportuale possibile.
Mi sbagliavo: il Marco Polo di Venezia è riuscito a ridefinire il concetto di mediocrità. Mia moglie e mia figlia, accompagnate dal nostro cane, stavano effettuando il loro primo volo insieme al nostro amico a quattro zampe per raggiungermi in trasferta.
Un momento di per sé delicato, trasformato in un’esperienza traumatica da un personale di sicurezza privo della più elementare forma di empatia.
Mia figlia, una giovane dall'aspetto visibilmente mite e innocente, è stata trattata con un’arroganza e presunzione per il possesso di una confezione di tè sigillata da poco più di 100 ml. Quando la ragazza ha fatto notare con estrema pacatezza, e persino con un sorriso, quanto fosse paradossale che una ragazzina accompagnata dalla madre e da un cagnolino potesse avere "mali scopi" o nascondere chissà cosa in un tè, le addette hanno risposto con una freddezza viscida. Hanno insinuato sia con lo sguardo che con le parole, che la sua apparente innocenza potesse essere una facciata e che non fosse necessariamente così, mettendo in dubbio l'integrità di una ragazza appena maggiorenne in modo infamante e gratuito.
La logica applicata rasenta il grottesco: nonostante mia figlia avesse chiesto esplicitamente di poter consumare il tè lì davanti a loro per non sprecarlo, le è stato imposto con sgarbatezza di uscire dall'area controlli, berlo fuori e rifare l'intera, interminabile fila. Se ci fosse stato un reale dubbio sulla sicurezza, qualsiasi mente minimamente logica avrebbe preteso il consumo immediato sotto sorveglianza per fugare ogni sospetto. Invece, si è preferito esercitare un potere vessatorio su una passeggera fragile.
Il quadro di dilettantismo è stato completato da un collega nella fila di fronte: mentre trattava con estrema scortesia dei turisti stranieri per la questione dei liquidi, si è lanciato con tono saccente in sproloqui assurdi riguardo alle "regole di Venezia" e a presunte teorie sull'inquinamento delle bevande, lasciando i viaggiatori visibilmente irritati.
È un biglietto da visita deplorevole per l'Italia. Risulta evidente che questa gestione della sicurezza sia ormai una facciata speculativa per indurre all'acquisto di beni di prima necessità (liquidi/alimenti) a prezzi triplicati una volta superati i varchi.
Un’ipocrisia sistematica: si criminalizza un tè sigillato mentre a pochi metri si espongono beni di lusso spesso legati a filiere di sfruttamento globale ormai ben noto.
L'incapacità di distinguere tra una minaccia e una ragazzina educata ha portato a conseguenze gravi: mia figlia, che soffre di disturbi d’ansia certificati, ha avuto un attacco di panico subito dopo i controlli, con pianto, singhiozzi, tremori, nausea e giramenti di testa.
Un episodio che chiunque si trovasse lì può confermare. È inaccettabile che in uno scalo internazionale operino individui così privi di discernimento. Chi non possiede la sensibilità per gestire il pubblico dovrebbe riconsiderare la propria carriera. Il trattamento ricevuto è stato veramente indegno.
26 mars 2026
Omdöme utan inbjudan